Estetica

Estetica

G. W. F. Hegel

Language: Italian

Pages: 1192

ISBN: 8527411903

Format: PDF / Kindle (mobi) / ePub


Dell' Estetica stessa resterebbe inspiegabile la complessità di impostazione e di struttura e la ricchezza straordinaria, ma rigorosamente articolata, delle sue annotazioni storico-culturali, letterarie, di tecnica artistica architettonica, scultorea e pittorica, insomma la stupefacente mole di contenuto padroneggiata da Hegel, ove non si tenesse conto di due fondamentali elementi che hanno concorso alla sua genesi: il profondo interesse e le larghissime conoscenze circa le questioni dell'arte dimostrate e acquisite da Hegel durante tutto l' arco della sua attività, e il rigoroso criterio unitario, organico-strutturale e sistematico di cui Hegel dà prova anche qui, come in ognuno dei campi del sapere da lui indagati. (Dalla prefazione di Nicolao Merker, 1967). L' Estetica è animata da una doppia tensione. Per un verso, come nella Fenomenologia , l'arte opera il passaggio dalla religione naturale alla religione rivelata attraverso un movimento oltrepassante - oltrepassante l'arte. In quanto manifestazione sensibile dell'idea, l'arte vive della sua morte, ossia del suo essere consegnata al passato dello spirito, a ciò che lo spirito diviene alienandosi, a ciò che lo spirito propriamente non è: sensibilità, fisicità, materialità ma soprattutto senso, nel doppio valore del termine. [...]. Per l'altro verso, invece, a differenza di quanto accadeva nella Fenomenologia , nell' Estetica l'arte converte il movimento verso l'infinito nel movimento verso il finito. L'irradiazione della verità, il cui carattere, ripetiamolo, è religioso, trova nell'arte il suo fuoco. (Dall'introduzione di Sergio Givone, 1997).

Le film-événement : Esthétique, politique et société dans le cinéma américain

Engaging the Moving Image

The Merleau-Ponty Dictionary (Bloomsbury Philosophy Dictionaries)

The German Aesthetic Tradition

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

anche nell’oggetto della sua intuizione, negli dèi. Ma per la vera totalità si richiede anche questo lato dell’unità ed infinità soggettiva, che sa se stessa, giacché solo esso costituisce il dio e l’uomo vivente e sciente. Se esso non è espresso come appartenente in modo essenziale al contenuto e alla natura dell’assoluto, questo non appare veramente come soggetto spirituale ma se ne sta in sé per l’intuizione soltanto nella sua oggettività, privo di spirito cosciente. Certo l’individualità

effetto, non basta l’astratto susseguirsi dei suoni nel loro movimento temporale. Il secondo lato che deve subentrare è un contenuto, un sentimento ricco di spirito per l’animo, e l’espressione, l’anima di questo contenuto nei suoni. Noi perciò non dobbiamo formarci alcuna banale opinione sull’onnipotenza della musica come tale, di cui gli scrittori antichi, sacri e profani, ci raccontano tante storie favolose. Già nei miracoli civilizzatori di Orfeo, i suoni ed il loro movimento, pur bastando

ed inutili con cui una persona non fa che rovinarsi. E tuttavia accade che fosse proprio lui ad essere considerato dall’editore come il poeta di costui. Il suo editore di Halle gli pagava uno o due talleri, credo, per ogni foglio della Messiade, ma gli aggiungeva una giacca e un paio di pantaloni; e cosí equipaggiato lo conduceva in società, facendo in modo che si notasse che era ben lui ad avergli fornito la giacca e pantaloni. A Pindaro, invece, gli Ateniesi, cosí per lo meno dicono racconti

sazietà. Tutte queste sono attività in cui il concetto della vitalità viene ad apparire in individui animati. Quest’idealità, ora, non è solo riflessione nostra, ma è presente oggettivamente nel soggetto vivente stesso, la cui esistenza possiamo perciò chiamare un idealismo oggettivo. L’anima, come questo ideale, fa apparire sé, in quanto abbassa costantemente a parvenza la realtà solo esterna del corpo e quindi appare essa stessa oggettivamente nella corporeità. 2. La vitalità naturale bella

connessione necessaria e che essa non può assumere per sua essenza forme che appartengono ad altre specie, senza produrre creature ibride. Tali mescolanze si mostrano perciò eterogenee e contraddittorie. All’ambito della bellezza naturale vivente non appartengono né la limitatezza unilaterale dell’organizzazione, che appare manchevole e insignificante ed indica solo un’indigenza esteriore limitata, né simili mescolanze e transizioni che, pur non essendo in sé cosí unilaterali, non possono tener

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