Il Barone Rampante (Italian Texts) (Italian Edition)

Il Barone Rampante (Italian Texts) (Italian Edition)

Italo Calvino

Language: Italian

Pages: 325

ISBN: 0719004020

Format: PDF / Kindle (mobi) / ePub


My Venice and Other Essays

Paradise of Cities: Venice in the 19th Century

The Castrato: Reflections on Natures and Kinds (Ernest Bloch Lectures)

A Thousand Days in Tuscany: A Bittersweet Adventure

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foglie portate dal vento, una coda di scoiattolo, e anche una falda strappata dalla marsina di Cosimo. Chissà se egli s’era seduto su un ramo ed era poi riuscito a liberarsi, o se invece - più probabilmente, dato che da un po’ non lo vedevo portare la marsina - quel brandello ce l’aveva messo apposta per prenderci in giro. Comunque, l’albero restò laidamente imbrattato di vischio e poi seccò. Cominciammo a convincerci che Cosimo non sarebbe più tornato, anche nostro padre. Da quando mio fratello

si cominciò a veder girare vestito così anche fuori, in campagna. Finì col presentarsi anche a tavola in quelle fogge turche, e la cosa più strana fu che nostro padre, così attento alle regole, mostrò di tollerarlo. Nonostante i suoi compiti d’amministratore, il Cavalier Avvocato non scambiava quasi mai parola con castaldi o fìttavoli o manenti, data la sua indole timida e la difficoltà di favella; e tutte le cure prati- che, il dare ordini, lo star dietro alla gente, toccavano sempre in effetti

inventata a bella posta) e l’ex gesuita ne approfittò per un colpo mancino. Con un a-fondo raggiunse una delle cocche che legate ai rami dei noci sostenevano il lenzuolo dalla parte di Cosimo, e la tagliò di netto. Cosimo sarebbe certo caduto se non fosse stato lesto a gettarsi sul lenzuolo dalla parte di Don Sulpicio e ad aggrapparsi a un lembo. Nel balzo, la sua spada travolse la guardia dello spagnolo e l’infilzò nel ventre. Don Sulpicio s’abbandonò, scivolò giù per il lenzuolo inclinato dalla

seguendo Cosimo ho dovuto tenermi sempre alle piante d’alto fusto. Ma c’erano vaste pendici di vigneti, e ad agosto sotto il fogliame dei filari l’uva rossese gonfiava in grappoli d’un succo denso già di color vino. Certe vigne erano a pergola: lo dico anche perché Cosimo invecchiando s’era fatto così piccolo e leggero e aveva così bene imparata l’arte di camminare senza peso che le travi dei pergolati lo reggevano. Egli poteva dunque passare sulle vigne, e così andando, e aiutandosi con gli

matura! - È matura! Eh già! - Altro che matura! Si va a cogliere! - Si va a pigiare! - Ci siamo tutti! Tu dove sarai? - Alla vigna di là del ponte. E tu? E tu? - Dal Conte Pigna. - Io alla vigna del mulino. - Hai visto quanti sbirri? Paiono merli calati a beccare i grappoli. - Ma quest’anno non beccano! - Se i merli sono tanti, qui siamo tutti cacciatori! - C’è chi invece non vuol farsi vedere. C’è chi scappa. - Come mai quest’anno la vendemmia non piace più a tanta gente? - Da noi volevano

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