La verità detta. Testimonianze sul Pasolini politico

La verità detta. Testimonianze sul Pasolini politico

Language: Italian

Pages: 58

ISBN: 2:00321436

Format: PDF / Kindle (mobi) / ePub


Il quarantennale della morte di Pasolini cade in una fase del nostro Paese che in molti definiscono di “catastrofe culturale” (e politica, economica, umanitaria). Ponendosi in relazione con l’oggi, il libro propone una serie di testimonianze inedite sul Pasolini “politico”, spesso in contrasto con la sinistra ufficiale. Il curatore Enzo De Camillis – autore del documentario Un intellettuale in borgata, dai cui materiali questo libro deriva – ripercorre le posizioni pasoliniane attraverso le voci di artisti ed esponenti politici: Otello Angeli, negli anni ’60 dirigente CGIL e segretario della sezione del PCI di Cinecittà; Goffredo Bettini, dirigente, nei ’70, dei Giovani Comunisti di Roma; Gianni Borgna, Stefano Rodotà, Vincenzo Vita; lo storico dell’arte Antonio Del Guercio; i registi ANAC Citto Maselli, Nino Russo, Ugo Gregoretti, Maurizio Ponzi; Renato Parascandolo, ex giornalista RAI; due testimoni dal set di Salò: Pupi Avati, lì sceneggiatore, e lo scenografo Osvaldo Desideri, lì arredatore. Infine i ricordi “monteverdini” di due “ragazzi di vita”, “er Pecetto” e “er Gallinella”, che raccontano il rapporto di Pasolini con la borgata Donna Olimpia, le partite di calcio, i bagni nel Tevere, gli insegnamenti di quell’uomo che «spiegava cose che tu non avresti mai potuto pensare».

Palmento: A Sicilian Wine Odyssey (At Table)

Naples & The Amalfi Coast (DK Eyewitness Travel Guide)

Practice Makes Perfect Italian Sentence Builder (Practice Makes Perfect Series)

In Love With Emilia: An Italian Odyssey

A Season With Verona: Travels Around Italy in Search of Illusion, National Character, and...Goals!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

perché capivamo che era assurdo, però capivamo anche che si trattava di un problema storico, che dovevamo tenere a bada questo attacco. Attacco politico, soprattutto, ma che passava attraverso questo tipo di cose. La censura era molto vigile in particolare nei confronti del cinema... Come dicevo c’era un’abitudine generale all’attenzione sul sesso. Mi ricordo una volta che giravo con Antonella Lualdi... Le si doveva vedere un ginocchio, ma lei si piegava un po’ e le si vedeva anche un pezzo di

poeta, è stato in grado di prevedere. Ha mai incontrato Pasolini? Nei primi anni ’70, ero presente a un festival de �l’Unità», in cui ci fu un incontro tra Pasolini e degli studenti. Io ero tra quelli. Erano passati pochi anni dalla nota polemica di Pasolini con gli studenti universitari del Sessantotto, con Pasolini schierato in difesa dei poliziotti. Quella sera capii che il problema che poneva Pasolini non era quello di un’omologazione “buona” rispetto a un’omologazione “cattiva” delle

un potere astratto, astorico». No. Lui l’aveva provato su di sé quale fosse il potere che reagiva. Era il potere politico del tempo. Contro Pasolini si schierano immediatamente la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno, quasi che turbasse non solo le coscienze, ma l’ordine pubblico. È un fatto molto importante per comprendere lo spirito del tempo, e probabilmente – dico “probabilmente”, perché gli accostamenti storici sono sempre complicati – alcune successive reazioni dei poteri

emozionante: avevo debuttato nel cinema nel ’77, come scenografo, al fianco di Dante Ferretti, che con Pasolini aveva lavorato a diversi film, compreso l’ultimo, Salò. Durante le mie ricerche cercavo innanzitutto di immaginare la percezione di un artista che veniva dal nord Italia, che aveva vissuto da “straniero” in questa borgata romana, che alla borga-ta si era aperto e alla borgata si era ispirato. Che aveva vissuto quegli stessi spazi che io avevo conosciuto e vissuto da gio-vane con

Calabria... l’avanzata del Movimento Sociale, che però era stata respinta, ma in quel momento quella spinta si stava traducendo in un’avanzata politica delle forze della Sinistra. Pasolini pero’ tracciava questo controcanto. Ci richiamava probabilmente a qualcosa di più profondo, che in quel momento vedeva solo lui. Ma il gruppo dirigente della Figc, per la sua curiosità, con la sensibilità di un gatto più che con una capacità di ragionamento, si mise in sintonia con queste riflessioni più

Download sample

Download